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PRABHAT SAM’GIITA 163

Non permettero’ che la mia mente degeneri nei suoi pensieri solitari,

no, no, non lo permettero’. La stabiliro’ fermamente nello splendore della

meditazione. Creero’ un nuovo mondo. Questo mondo ed i regni celesti,

mi stanno aspettando con ansia, ed io esaudiro’ le loro aspettative e speranze.

Faro’ in modo che il flusso vitale non si esaurisca mai.

Asciugando tutte le lacrime riportero’ sorrisi e si sentira’ soltanto il suono dei

flauti. Giorni fortunati discenderanno su questa terra, ed il dolore

e i dispiaceri non tormenteranno piu’ l’umanita’.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

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ALLEGGERISCI LA TUA MENTE

…il microcosmo puo’ essere diviso in tre principali categorie: esseri animaleschi, esseri umani e Devatas (esseri divini). Nella nostra societa’ umana, sono presenti esseri animaleschi in una struttura umana, esseri umani in forma umana ed anche Devatas anch’essi con sembianze umane.

Allora cos’e’ il nostro sadhana? Sadhana (meditazione) e’ una marcia partendo dallo stadio di brutalita ‘verso quello di umanita’, e dallo stadio di umanita’ a quello di divinita’. E finalmente questo uomo divino, questa entita’ divina diventa uno col Signore Supremo. Quindi e’ una marcia, qualcosa di dinamico. La vita stessa e’ una forza dinamica.

…ma quando volete intraprendere questa marcia, la vostra mente deve essere leggera, se la mente e’ appesantita non si puo’ muovere velocemente. E che cosa rende la mente pesante? Le tante impurita’ del pensiero. Il Buddha disse rappresentando il corpo umano come un’imbarcazione: ” rimuovi tutta l’acqua dall’interno e liberandotene diventerai molto leggero”.

Dovete quindi rendere la vostra mente leggera. Dovete abbandonare tutti i pensieri mondani, tutti i pensieri depravati. E’ altresi’ di grande aiuto per ottenre cio’,  rendere servizio disinteressato all’umanita’ sofferente.

Cosi tutti voi sadhakas, dovete ricordare che il dharma della vostra vita e’ quello di muoversi dal materiale al sottile, dal sottile verso l’animico ed infine dall’animico all’Anima Suprema. E se avrete successo nel rendere servizio al mondo,certamente progredirete nella vostra vita spirituale.

Possa questo essere di buon auspicio.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

ananda vacanamr’tam 31

Il tantra e la meditazione. Perchè devo meditare?

Quello che la storia sembra averci insegnato fino ad oggi è l’impossibilità di poter cambiare la nostra condizione sociale (in meglio). Analizzando tutti gli eventi storici da un punto di vista sociale (o di progresso sociale) non riesco a scorgere, in questi ultimi 3000 anni, un momento in cui l’umanità intera sia stata libera da guerre o sfruttamento da parte di una classe dominante. Da che il mondo è mondo sono sempre esistite le classi sociali dei “nullatenenti” da una parte e dei “troppotenenti” dall’altra, e questi ultimi sono riusciti sempre a mantenere una forte distinzione dai primi. Hanno scaltramente conservato nel corso del tempo tutto il loro potere sia materiale sia psicologico, riuscendo puntualmente ad impedire che i meno abbienti avessero quel di più per pareggiare la loro condizione sociale. Questo concetto di parità sociale sembra essere stato accettato sulla carta ed è, allo stato attuale, un diritto di ognuno. Bisognerebbe però riflettere anche sulla questione seguente: se effettivamente, nella realtà della vita quotidiana, c’è uno sforzo concreto da parte di tutti, governanti e non, di poter mettere in condizione tutte le persone di poter gioire e godere della propria esistenza, di poter essere liberi di mantenere dignitosamente la propria vita ed utilizzare le proprie capacità e potenzialità psichiche e fisiche per migliorare davvero la società soprattutto sotto il punto di vista umano. Se questo non è avvenuto negli utlimi 3000 anni di storia umana (ma forse non c’è mai stato un modello di società che potesse senza alcun dubbio definirsi umano a 360 gradi), e se la situazione è andata via via sempre peggiorando negli ultimi tempi e soprattutto non accenna a migliorare, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona correttamente nelle componenti della nostra società. Potrebbe voler dire che allora le ricerche intellettuali e scientifiche da sole non bastano per rendere l’uomo veramente Uomo, in grado di dominare se stesso e i propri istinti più dannosi. Personalmente sono d’accordo con coloro che dicono che ognuno ha i propri difetti e limiti e che bisogna imparare ad accettarli serenamente per conviverci. Ma il passo successivo dovrebbe essere quello di capire profondamente come migliorare i propri difetti e superare i propri limiti. Altrimenti, di fronte ad una sincera richiesta di maggior giustizia ed umanità, anche il più carnefice tra i governanti potrebbe giustamente ribattere che lo smodato arricchimento personale, la violenza e la guerra sono suoi difetti con i quali sta imparando a convivere. Ma allora l’umanità può davvero essere in grado di migliorare la propria condizione basandosi esclusivamente su ricerca empirica e indagini pragmatiche della realtà? Può l’umanità migliorare se stessa solamente attraverso uno sviluppo tecnologico, intellettuale ed economico? Ma la domanda che più mi tormenta è: qual’è l’utilità di tutto questo progresso se la maggior parte dell’umanità non può goderne? Allora non sarebbe forse necessario fare un piccolo passo indietro e cominciare ad indagare se stessi e la propria esistenza in maniera corretta? Chiedersi quantomeno come poter far nascere quel sentimento interiore attraverso il quale si può intendere l’umanità come “famiglia” “unica” e “indivisibile”, dove la scienza e il progresso possono essere a benficio di tutti!!!

La scienza denominata “Tantra” è appunto un insieme di pratiche volte esclusivamente alla trasformazione positiva e naturale dell’essere umano. Tantra vuol dire “liberazione dai legami” ed è un insieme di pratiche che servono appunto ad indagare la propria natura di esseri umani. Tra queste pratiche sono incluse la meditazione e lo yoga, un corretto stile alimentare, e altri piccoli consigli sulle abitudini di vita che davvero possono cambiare le nostre condizioni individuali. Ognuno potrebbe diventare il più grande esperto di se stesso perchè con la pratica costante di esercizi fisici e mentali si aquisisce inevitabilmente padronanza sul proprio corpo e sulla propria mente: l’inevitabile conseguenza sarebbe l’aumento esponenziale dell’autostima e della fiducia in se stessi. Migliorare il proprio stile di vita è il primo passo verso il successo. Nell’Ananda Marga viene insegnato e consigliato gratuitamente un metodo pratico a tutti coloro che hanno un profondo desiderio di cambiamento per migliorare se stessi. In effetti bisognerebbe considerare che migliorare la società equivale a migliorare ciò che la compone, cioè migliorare l’individuo. Il tantra non ha nulla a che vedere con pratiche sessuali o cose di questo genere. Certamente il sesso gioca un ruolo abbastanza importante nella vita di ognuno, ma non è lo scopo finale per il proprio miglioramento, ne tantomeno il mezzo. Lo strumento del miglioramento è l’indagine, e indagare vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire penetrare nelle parti più profonde della nostra mente. Per fare ciò uno degli strumenti più efficaci è la meditazione. Per questo il Tantra è spesso definito come una “scienza spirituale”, perchè pur non essendo una religione soddisfa il desiderio innato dell’uomo dell’espansione verso l’infinitamente grande. Un grande mistico indiano dice che quando le persone pregano Dio per soddisfare i propri piccoli desideri dicendo “dammi questo…, o dammi quello…” non c’è pratica spirituale. In quel momento le persone stanno dimenticando che l’entità divina è dentro di loro, che possono loro stesse diventare divini e vivere una vita dignitosa e piena di gioia condivisa con i propri vicini di casa, amici ecc. Perchè non bisognerebbe ragionare in questa direzione? Lo scopo del Tantra quindi è eliminare la pigrizia e la negatività mentale dell’individuo liberandolo da ogni limitazione per immergerlo nell’ Infinitamente grande

ispirato da “Discorsi sul Tantra” di Shrii Shrii Anandamurti