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MISTICISMO

Io esisto, il mio Signore esiste, la mia ricerca per il Suo fascino, per la Sua grandezza e’ senza fine. Mi sto muovendo nella Sua direzione attraverso un sentiero senza fine. Questa ricerca del Grande attuata dal piccolo e’ chiamata misticismo.

Il punto fondamentale della spiritualita’dipende proprio da questo misticismo.

Nel momento in cui questo misticismo, questa esistenza esterna di misticismo, coincide con il profondo ed intimo spirito di misticismo, la Meta e’ raggiunta; l’unitario diviene Cosmico. E per l’ottenimento di questo stato, dobbiamo  venire su questo mondo. Per questo motivo, le nostre esistenze non sono prive di significato. La nostra vita e’ piena di significato, ed attraverso la nostra conoscenza, le nostre azioni e la nostra sincerita’ possiamo incrementare la significativita’ del nostro percorso dall’unitario all’Infinito.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

2 giugno 1990, Ananadanagar

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Il tantra e la meditazione. Perchè devo meditare?

Quello che la storia sembra averci insegnato fino ad oggi è l’impossibilità di poter cambiare la nostra condizione sociale (in meglio). Analizzando tutti gli eventi storici da un punto di vista sociale (o di progresso sociale) non riesco a scorgere, in questi ultimi 3000 anni, un momento in cui l’umanità intera sia stata libera da guerre o sfruttamento da parte di una classe dominante. Da che il mondo è mondo sono sempre esistite le classi sociali dei “nullatenenti” da una parte e dei “troppotenenti” dall’altra, e questi ultimi sono riusciti sempre a mantenere una forte distinzione dai primi. Hanno scaltramente conservato nel corso del tempo tutto il loro potere sia materiale sia psicologico, riuscendo puntualmente ad impedire che i meno abbienti avessero quel di più per pareggiare la loro condizione sociale. Questo concetto di parità sociale sembra essere stato accettato sulla carta ed è, allo stato attuale, un diritto di ognuno. Bisognerebbe però riflettere anche sulla questione seguente: se effettivamente, nella realtà della vita quotidiana, c’è uno sforzo concreto da parte di tutti, governanti e non, di poter mettere in condizione tutte le persone di poter gioire e godere della propria esistenza, di poter essere liberi di mantenere dignitosamente la propria vita ed utilizzare le proprie capacità e potenzialità psichiche e fisiche per migliorare davvero la società soprattutto sotto il punto di vista umano. Se questo non è avvenuto negli utlimi 3000 anni di storia umana (ma forse non c’è mai stato un modello di società che potesse senza alcun dubbio definirsi umano a 360 gradi), e se la situazione è andata via via sempre peggiorando negli ultimi tempi e soprattutto non accenna a migliorare, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona correttamente nelle componenti della nostra società. Potrebbe voler dire che allora le ricerche intellettuali e scientifiche da sole non bastano per rendere l’uomo veramente Uomo, in grado di dominare se stesso e i propri istinti più dannosi. Personalmente sono d’accordo con coloro che dicono che ognuno ha i propri difetti e limiti e che bisogna imparare ad accettarli serenamente per conviverci. Ma il passo successivo dovrebbe essere quello di capire profondamente come migliorare i propri difetti e superare i propri limiti. Altrimenti, di fronte ad una sincera richiesta di maggior giustizia ed umanità, anche il più carnefice tra i governanti potrebbe giustamente ribattere che lo smodato arricchimento personale, la violenza e la guerra sono suoi difetti con i quali sta imparando a convivere. Ma allora l’umanità può davvero essere in grado di migliorare la propria condizione basandosi esclusivamente su ricerca empirica e indagini pragmatiche della realtà? Può l’umanità migliorare se stessa solamente attraverso uno sviluppo tecnologico, intellettuale ed economico? Ma la domanda che più mi tormenta è: qual’è l’utilità di tutto questo progresso se la maggior parte dell’umanità non può goderne? Allora non sarebbe forse necessario fare un piccolo passo indietro e cominciare ad indagare se stessi e la propria esistenza in maniera corretta? Chiedersi quantomeno come poter far nascere quel sentimento interiore attraverso il quale si può intendere l’umanità come “famiglia” “unica” e “indivisibile”, dove la scienza e il progresso possono essere a benficio di tutti!!!

La scienza denominata “Tantra” è appunto un insieme di pratiche volte esclusivamente alla trasformazione positiva e naturale dell’essere umano. Tantra vuol dire “liberazione dai legami” ed è un insieme di pratiche che servono appunto ad indagare la propria natura di esseri umani. Tra queste pratiche sono incluse la meditazione e lo yoga, un corretto stile alimentare, e altri piccoli consigli sulle abitudini di vita che davvero possono cambiare le nostre condizioni individuali. Ognuno potrebbe diventare il più grande esperto di se stesso perchè con la pratica costante di esercizi fisici e mentali si aquisisce inevitabilmente padronanza sul proprio corpo e sulla propria mente: l’inevitabile conseguenza sarebbe l’aumento esponenziale dell’autostima e della fiducia in se stessi. Migliorare il proprio stile di vita è il primo passo verso il successo. Nell’Ananda Marga viene insegnato e consigliato gratuitamente un metodo pratico a tutti coloro che hanno un profondo desiderio di cambiamento per migliorare se stessi. In effetti bisognerebbe considerare che migliorare la società equivale a migliorare ciò che la compone, cioè migliorare l’individuo. Il tantra non ha nulla a che vedere con pratiche sessuali o cose di questo genere. Certamente il sesso gioca un ruolo abbastanza importante nella vita di ognuno, ma non è lo scopo finale per il proprio miglioramento, ne tantomeno il mezzo. Lo strumento del miglioramento è l’indagine, e indagare vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire penetrare nelle parti più profonde della nostra mente. Per fare ciò uno degli strumenti più efficaci è la meditazione. Per questo il Tantra è spesso definito come una “scienza spirituale”, perchè pur non essendo una religione soddisfa il desiderio innato dell’uomo dell’espansione verso l’infinitamente grande. Un grande mistico indiano dice che quando le persone pregano Dio per soddisfare i propri piccoli desideri dicendo “dammi questo…, o dammi quello…” non c’è pratica spirituale. In quel momento le persone stanno dimenticando che l’entità divina è dentro di loro, che possono loro stesse diventare divini e vivere una vita dignitosa e piena di gioia condivisa con i propri vicini di casa, amici ecc. Perchè non bisognerebbe ragionare in questa direzione? Lo scopo del Tantra quindi è eliminare la pigrizia e la negatività mentale dell’individuo liberandolo da ogni limitazione per immergerlo nell’ Infinitamente grande

ispirato da “Discorsi sul Tantra” di Shrii Shrii Anandamurti