BHAKTI

…Bhakti (devozione) non e’ sadhana. Bhakti non e’ una pratica spirituale. E’ la risultante di due pratiche, Jinanan (conoscenza che porta verso la Coscienza Suprema) e Karma (giusta azione).

Nello stadio iniziale, Jinanan ha un considerevole valore per l’aspirante spirituale. Nello stadio successivo, e’ Karma che ha rilevante valore. Ma in quello finale, Bhakti e’ il fattore principale.

Ho appena detto che Bhakti e’ la risultante di Jinanan e Karma. Ma puo’ accadere che in un bambino di cinque o sei anni fiorisca Bhakti. Tutto cio’ senza avere mai acquisito Jinanan ed attuato Karma. Come e’ possibile?

E’ possibile perche’ ha eseguito Jinanan sadhana e Karma sadhana nella sua vita passata. E’ per questo che nella sua presente vita ha sviluppato Bhakti fin dalla fanciullezza. Siate tutti Bhaktimana (persone con predominanza di devozione) e gioite della Sua Grazia.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

Ananada Vacanamr’tam 34

Annunci

DAGDHABIIJA

…esistono molti tipi di sadhaka (praticanti spirituali). Qualcuno dice: ” O Paramatma, ti prego fa’ che i miei samskara si esauriscano prima possibile”.

Altri dicono: “sono pronto a raccogliare i frutti delle mie azioni e anche quelli degli altri”.

…e coloro che vogliono portare il carico degli altri, indirettamente alleggeriscono quello di Paramatma. Dovreste tenere a mente questo.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

Supreme expression 1   (1967)

Diipa’balii: la festa delle luci

Ho preparato un festival di luci per riceverTi

e darTi il benvenuto o Signore.

Ora vieni e prendi dimora nel mio cuore.

Vieni con i Tuoi passi soavi ed in forme sempre nuove.

Vieni nel mio cuore con canti e danze, irradiando il

Tuo dolce sorriso e vieni nella mia mente con ritmo e

nuova delizia, emanando la Tua vibrazione affascinante.

SHRII SHRII ANANDAMURTI

Messaggio d’amore

“Voi non avete il diritto di odiare anche una sola creatura vivente. Ciò che potete fare di meglio è solo servire”.

Shrii Shrii Anandamurti

Il tantra e la meditazione. Perchè devo meditare?

Quello che la storia sembra averci insegnato fino ad oggi è l’impossibilità di poter cambiare la nostra condizione sociale (in meglio). Analizzando tutti gli eventi storici da un punto di vista sociale (o di progresso sociale) non riesco a scorgere, in questi ultimi 3000 anni, un momento in cui l’umanità intera sia stata libera da guerre o sfruttamento da parte di una classe dominante. Da che il mondo è mondo sono sempre esistite le classi sociali dei “nullatenenti” da una parte e dei “troppotenenti” dall’altra, e questi ultimi sono riusciti sempre a mantenere una forte distinzione dai primi. Hanno scaltramente conservato nel corso del tempo tutto il loro potere sia materiale sia psicologico, riuscendo puntualmente ad impedire che i meno abbienti avessero quel di più per pareggiare la loro condizione sociale. Questo concetto di parità sociale sembra essere stato accettato sulla carta ed è, allo stato attuale, un diritto di ognuno. Bisognerebbe però riflettere anche sulla questione seguente: se effettivamente, nella realtà della vita quotidiana, c’è uno sforzo concreto da parte di tutti, governanti e non, di poter mettere in condizione tutte le persone di poter gioire e godere della propria esistenza, di poter essere liberi di mantenere dignitosamente la propria vita ed utilizzare le proprie capacità e potenzialità psichiche e fisiche per migliorare davvero la società soprattutto sotto il punto di vista umano. Se questo non è avvenuto negli utlimi 3000 anni di storia umana (ma forse non c’è mai stato un modello di società che potesse senza alcun dubbio definirsi umano a 360 gradi), e se la situazione è andata via via sempre peggiorando negli ultimi tempi e soprattutto non accenna a migliorare, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona correttamente nelle componenti della nostra società. Potrebbe voler dire che allora le ricerche intellettuali e scientifiche da sole non bastano per rendere l’uomo veramente Uomo, in grado di dominare se stesso e i propri istinti più dannosi. Personalmente sono d’accordo con coloro che dicono che ognuno ha i propri difetti e limiti e che bisogna imparare ad accettarli serenamente per conviverci. Ma il passo successivo dovrebbe essere quello di capire profondamente come migliorare i propri difetti e superare i propri limiti. Altrimenti, di fronte ad una sincera richiesta di maggior giustizia ed umanità, anche il più carnefice tra i governanti potrebbe giustamente ribattere che lo smodato arricchimento personale, la violenza e la guerra sono suoi difetti con i quali sta imparando a convivere. Ma allora l’umanità può davvero essere in grado di migliorare la propria condizione basandosi esclusivamente su ricerca empirica e indagini pragmatiche della realtà? Può l’umanità migliorare se stessa solamente attraverso uno sviluppo tecnologico, intellettuale ed economico? Ma la domanda che più mi tormenta è: qual’è l’utilità di tutto questo progresso se la maggior parte dell’umanità non può goderne? Allora non sarebbe forse necessario fare un piccolo passo indietro e cominciare ad indagare se stessi e la propria esistenza in maniera corretta? Chiedersi quantomeno come poter far nascere quel sentimento interiore attraverso il quale si può intendere l’umanità come “famiglia” “unica” e “indivisibile”, dove la scienza e il progresso possono essere a benficio di tutti!!!

La scienza denominata “Tantra” è appunto un insieme di pratiche volte esclusivamente alla trasformazione positiva e naturale dell’essere umano. Tantra vuol dire “liberazione dai legami” ed è un insieme di pratiche che servono appunto ad indagare la propria natura di esseri umani. Tra queste pratiche sono incluse la meditazione e lo yoga, un corretto stile alimentare, e altri piccoli consigli sulle abitudini di vita che davvero possono cambiare le nostre condizioni individuali. Ognuno potrebbe diventare il più grande esperto di se stesso perchè con la pratica costante di esercizi fisici e mentali si aquisisce inevitabilmente padronanza sul proprio corpo e sulla propria mente: l’inevitabile conseguenza sarebbe l’aumento esponenziale dell’autostima e della fiducia in se stessi. Migliorare il proprio stile di vita è il primo passo verso il successo. Nell’Ananda Marga viene insegnato e consigliato gratuitamente un metodo pratico a tutti coloro che hanno un profondo desiderio di cambiamento per migliorare se stessi. In effetti bisognerebbe considerare che migliorare la società equivale a migliorare ciò che la compone, cioè migliorare l’individuo. Il tantra non ha nulla a che vedere con pratiche sessuali o cose di questo genere. Certamente il sesso gioca un ruolo abbastanza importante nella vita di ognuno, ma non è lo scopo finale per il proprio miglioramento, ne tantomeno il mezzo. Lo strumento del miglioramento è l’indagine, e indagare vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire penetrare nelle parti più profonde della nostra mente. Per fare ciò uno degli strumenti più efficaci è la meditazione. Per questo il Tantra è spesso definito come una “scienza spirituale”, perchè pur non essendo una religione soddisfa il desiderio innato dell’uomo dell’espansione verso l’infinitamente grande. Un grande mistico indiano dice che quando le persone pregano Dio per soddisfare i propri piccoli desideri dicendo “dammi questo…, o dammi quello…” non c’è pratica spirituale. In quel momento le persone stanno dimenticando che l’entità divina è dentro di loro, che possono loro stesse diventare divini e vivere una vita dignitosa e piena di gioia condivisa con i propri vicini di casa, amici ecc. Perchè non bisognerebbe ragionare in questa direzione? Lo scopo del Tantra quindi è eliminare la pigrizia e la negatività mentale dell’individuo liberandolo da ogni limitazione per immergerlo nell’ Infinitamente grande

ispirato da “Discorsi sul Tantra” di Shrii Shrii Anandamurti

Messaggio d’amore

“Non paragonate la vita ad una pozza stagnante e melmosa. La vita è paragonabile ad una primavera che vive eternamente”

Shrii Shrii Anandamurti

Da esseri umani ad esseri divini

L’umanità, nel continuo avvicendarsi degli avvenimenti che hanno segnato ora positivamente ora negativamente la sua storia, non ha mai trovato un punto di arrivo, una stabilità dal punto di vista sociale, sicentifico, spirituale e soprattutto esistenziale. Il processo storico ha conosciuto l’avvicendarsi di moltissimi conquistatori e “cesari”, di innumerevoli regni e imperi, dei più disparati modi di intendere la realtà, di filosofie e correnti di pensiero.  Ogni tappa del pensiero umano, ogni scoperta di una nuova verità che sembrava giungere come un vento di cambiamento finiva prima o poi con l’essere messa in discussione da un qualche gruppo di pensatori e scopritori che, sull’onda dei cambiamenti politici, economici e culturali di un’epoca, riuscivano ad interpretare il rinnovato spirito dei comuni cittadini, ne comprendevano i gusti e le esigenze e ne carpivano i desideri più profondi. Dall’epoca dei grandi imperi a quella della paura del Dio medioevale, attraverso il rinascimento, l’illuminismo e il romanticismo, fino alla contemporanea epoca della disgregazione sociale, dai grandi guerrieri del passato ai grandi pensatori dell’età moderna, la società umana è stata caratterizzata da un continuo fluire di ideologie e idee. Il problema di fondo è che, nonostante l’esperienza millenaria, o meglio, plurimillenaria che l’uomo ha accumulato, sembra che ancora non si riesca a trovare un punto di certezza, una verità esistenziale che riesca a rendere l’umanità veramente felice ed unita in una pacifica convivenza, con tutti i risvolti positivi che una pacifica covivenza può comportare sotto il profilo dell’innovazione scientifica, ambientale, economica ecc. Ogni equilibrio che la società crea di epoca in epoca può essere paragonato ad un principiante ed inesperto funambolo che vuole attraversare una fune sottilissima sollevata a 100 metri da terra: un equilibrio molto precario che la società intera raggiunge senza un’adeguata preparazione e cognizione. Si vive spesso solamente “per vivere”, in uno stato di continua incertezza che non lascia intravvedere il miraggio di un futuro che possa veramente appartenere a tutti. L’Ananda Marga ritiene che i problemi sopraelencati, che oggi giorno stanno venendo alla luce in maniera sempre più prorompente, dipendano non solamente dalle classi dirigenti dei nostri stati e governi, ma soprattutto da noi stessi. Finchè ogni essere umano di questo pianeta non sentirà un profondo e genuino desiderio di cambiamento interiore, e finchè non dirigerà le proprie azioni e i propri sforzi verso attività utili a se stessi e agli altri, finchè non ci si sforzerà di cambiare la propria attitudine e il proprio atteggiamento nei confronti delle cose e delle persone, la società, di conseguenza, non potrà subire alcun miglioramento. La soluzione ai mali dell’uomo viene espressa in Ananda Marga attraverso due parole: Autorealizzazione e Servizio all’umanità. Autorealizzazione attraverso la pratica dello yoga e della meditazione equivale a dire cambiamento. Praticare quotidianamente serve a prendere coscienza dei propri difetti e limiti per superarli e per fare delle scelte di vita più sobrie e utili a se stessi, eliminando cattive abitudini deleteree per il corpo e la mente. Servizio all’umanità significa non rimanere ciechi di fronte alle sofferenze di innumerevoli persone, sofferenze causate dalla mancanza di un solido sistema sociale, economico e di sensibilità umana. La solidità del sistema sociale è il risultato della solidità interiore di ciascun individuo di quella società. La solidità dell’individuo è il risultato del suo profondo desiderio di volersi conoscere e migliorare, il desiderio di voler realizzare che in realtà ognuno di noi è un essere divino e di sperimentare nella vita di ogni giorno la forza e la lucidità delle proprie capacità interiori.

articolo ispirato ad alcuni discorsi di Shrii Shrii Anandamurti