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Da esseri umani ad esseri divini

L’umanità, nel continuo avvicendarsi degli avvenimenti che hanno segnato ora positivamente ora negativamente la sua storia, non ha mai trovato un punto di arrivo, una stabilità dal punto di vista sociale, sicentifico, spirituale e soprattutto esistenziale. Il processo storico ha conosciuto l’avvicendarsi di moltissimi conquistatori e “cesari”, di innumerevoli regni e imperi, dei più disparati modi di intendere la realtà, di filosofie e correnti di pensiero.  Ogni tappa del pensiero umano, ogni scoperta di una nuova verità che sembrava giungere come un vento di cambiamento finiva prima o poi con l’essere messa in discussione da un qualche gruppo di pensatori e scopritori che, sull’onda dei cambiamenti politici, economici e culturali di un’epoca, riuscivano ad interpretare il rinnovato spirito dei comuni cittadini, ne comprendevano i gusti e le esigenze e ne carpivano i desideri più profondi. Dall’epoca dei grandi imperi a quella della paura del Dio medioevale, attraverso il rinascimento, l’illuminismo e il romanticismo, fino alla contemporanea epoca della disgregazione sociale, dai grandi guerrieri del passato ai grandi pensatori dell’età moderna, la società umana è stata caratterizzata da un continuo fluire di ideologie e idee. Il problema di fondo è che, nonostante l’esperienza millenaria, o meglio, plurimillenaria che l’uomo ha accumulato, sembra che ancora non si riesca a trovare un punto di certezza, una verità esistenziale che riesca a rendere l’umanità veramente felice ed unita in una pacifica convivenza, con tutti i risvolti positivi che una pacifica covivenza può comportare sotto il profilo dell’innovazione scientifica, ambientale, economica ecc. Ogni equilibrio che la società crea di epoca in epoca può essere paragonato ad un principiante ed inesperto funambolo che vuole attraversare una fune sottilissima sollevata a 100 metri da terra: un equilibrio molto precario che la società intera raggiunge senza un’adeguata preparazione e cognizione. Si vive spesso solamente “per vivere”, in uno stato di continua incertezza che non lascia intravvedere il miraggio di un futuro che possa veramente appartenere a tutti. L’Ananda Marga ritiene che i problemi sopraelencati, che oggi giorno stanno venendo alla luce in maniera sempre più prorompente, dipendano non solamente dalle classi dirigenti dei nostri stati e governi, ma soprattutto da noi stessi. Finchè ogni essere umano di questo pianeta non sentirà un profondo e genuino desiderio di cambiamento interiore, e finchè non dirigerà le proprie azioni e i propri sforzi verso attività utili a se stessi e agli altri, finchè non ci si sforzerà di cambiare la propria attitudine e il proprio atteggiamento nei confronti delle cose e delle persone, la società, di conseguenza, non potrà subire alcun miglioramento. La soluzione ai mali dell’uomo viene espressa in Ananda Marga attraverso due parole: Autorealizzazione e Servizio all’umanità. Autorealizzazione attraverso la pratica dello yoga e della meditazione equivale a dire cambiamento. Praticare quotidianamente serve a prendere coscienza dei propri difetti e limiti per superarli e per fare delle scelte di vita più sobrie e utili a se stessi, eliminando cattive abitudini deleteree per il corpo e la mente. Servizio all’umanità significa non rimanere ciechi di fronte alle sofferenze di innumerevoli persone, sofferenze causate dalla mancanza di un solido sistema sociale, economico e di sensibilità umana. La solidità del sistema sociale è il risultato della solidità interiore di ciascun individuo di quella società. La solidità dell’individuo è il risultato del suo profondo desiderio di volersi conoscere e migliorare, il desiderio di voler realizzare che in realtà ognuno di noi è un essere divino e di sperimentare nella vita di ogni giorno la forza e la lucidità delle proprie capacità interiori.

articolo ispirato ad alcuni discorsi di Shrii Shrii Anandamurti

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