“Fin quando l’uomo continuera’ a sopraffare creature diverse, a torto considerate inferiori, non sapra’ mai cos’e’ la salute e non trovera’ mai la pace interiore”.
…per tutte la azioni, che siano intellettuali, intuizionali o puramente fisiche, e’ necessario che ci sia una base, un punto di partenza, un punto fermo. Ci deve essere altresi’ uno scopo; il Supremo Desideratum. In questo culto della spiritualita’, la base e’ la moralita’; senza moralita’, nessun progresso potra’ essere ottenuto…
…la meta e’ il raggiungimento di quello stato supremo in cui esiste giustizia e fair play per tutti gli esseri animati ed inanimati.
“Cosi’ come la mia vita mi e’ cara, analogamente la vita di un’altra creatura e’ cara ad essa. Ogni entita’ ama la propria esistenza. Ed alla luce di questa verita’ possa l’essere umano evoluto provare misericordia per ogni singolo oggetto di questa creazione”.
Tutti voi dovreste ricordare cio’. Questo tipo di ricordo si chiama sadhu dharma e la persona che pratica questo culto e’ il vero sadhu (rinunciante). Bisogna altresi’ che non ci sia alcuna differenza tra pensiero ed azione. Nel caso in cui esista una certa distanza, occorre minimizzarla passo dopo passo, fino a rendere coincidenti pensiero ed azione.
Io esisto, il mio Signore esiste, la mia ricerca per il Suo fascino, per la Sua grandezza e’ senza fine. Mi sto muovendo nella Sua direzione attraverso un sentiero senza fine. Questa ricerca del Grande attuata dal piccolo e’ chiamata misticismo.
Il punto fondamentale della spiritualita’dipende proprio da questo misticismo.
Nel momento in cui questo misticismo, questa esistenza esterna di misticismo, coincide con il profondo ed intimo spirito di misticismo, la Meta e’ raggiunta; l’unitario diviene Cosmico. E per l’ottenimento di questo stato, dobbiamo venire su questo mondo. Per questo motivo, le nostre esistenze non sono prive di significato. La nostra vita e’ piena di significato, ed attraverso la nostra conoscenza, le nostre azioni e la nostra sincerita’ possiamo incrementare la significativita’ del nostro percorso dall’unitario all’Infinito.
…il microcosmo puo’ essere diviso in tre principali categorie: esseri animaleschi, esseri umani e Devatas (esseri divini). Nella nostra societa’ umana, sono presenti esseri animaleschi in una struttura umana, esseri umani in forma umana ed anche Devatas anch’essi con sembianze umane.
Allora cos’e’ il nostro sadhana? Sadhana (meditazione) e’ una marcia partendo dallo stadio di brutalita ‘verso quello di umanita’, e dallo stadio di umanita’ a quello di divinita’. E finalmente questo uomo divino, questa entita’ divina diventa uno col Signore Supremo. Quindi e’ una marcia, qualcosa di dinamico. La vita stessa e’ una forza dinamica.
…ma quando volete intraprendere questa marcia, la vostra mente deve essere leggera, se la mente e’ appesantita non si puo’ muovere velocemente. E che cosa rende la mente pesante? Le tante impurita’ del pensiero. Il Buddha disse rappresentando il corpo umano come un’imbarcazione: ” rimuovi tutta l’acqua dall’interno e liberandotene diventerai molto leggero”.
Dovete quindi rendere la vostra mente leggera. Dovete abbandonare tutti i pensieri mondani, tutti i pensieri depravati. E’ altresi’ di grande aiuto per ottenre cio’, rendere servizio disinteressato all’umanita’ sofferente.
Cosi tutti voi sadhakas, dovete ricordare che il dharma della vostra vita e’ quello di muoversi dal materiale al sottile, dal sottile verso l’animico ed infine dall’animico all’Anima Suprema. E se avrete successo nel rendere servizio al mondo,certamente progredirete nella vostra vita spirituale.
…Bhakti (devozione) non e’ sadhana. Bhakti non e’ una pratica spirituale. E’ la risultante di due pratiche, Jinanan (conoscenza che porta verso la Coscienza Suprema) e Karma (giusta azione).
Nello stadio iniziale, Jinanan ha un considerevole valore per l’aspirante spirituale. Nello stadio successivo, e’ Karma che ha rilevante valore. Ma in quello finale, Bhakti e’ il fattore principale.
Ho appena detto che Bhakti e’ la risultante di Jinanan e Karma. Ma puo’ accadere che in un bambino di cinque o sei anni fiorisca Bhakti. Tutto cio’ senza avere mai acquisito Jinanan ed attuato Karma. Come e’ possibile?
E’ possibile perche’ ha eseguito Jinanan sadhana e Karma sadhana nella sua vita passata. E’ per questo che nella sua presente vita ha sviluppato Bhakti fin dalla fanciullezza. Siate tutti Bhaktimana (persone con predominanza di devozione) e gioite della Sua Grazia.
…esistono molti tipi di sadhaka (praticanti spirituali). Qualcuno dice: ” O Paramatma, ti prego fa’ che i miei samskara si esauriscano prima possibile”.
Altri dicono: “sono pronto a raccogliare i frutti delle mie azioni e anche quelli degli altri”.
…e coloro che vogliono portare il carico degli altri, indirettamente alleggeriscono quello di Paramatma. Dovreste tenere a mente questo.
Quello che la storia sembra averci insegnato fino ad oggi è l’impossibilità di poter cambiare la nostra condizione sociale (in meglio). Analizzando tutti gli eventi storici da un punto di vista sociale (o di progresso sociale) non riesco a scorgere, in questi ultimi 3000 anni, un momento in cui l’umanità intera sia stata libera da guerre o sfruttamento da parte di una classe dominante. Da che il mondo è mondo sono sempre esistite le classi sociali dei “nullatenenti” da una parte e dei “troppotenenti” dall’altra, e questi ultimi sono riusciti sempre a mantenere una forte distinzione dai primi. Hanno scaltramente conservato nel corso del tempo tutto il loro potere sia materiale sia psicologico, riuscendo puntualmente ad impedire che i meno abbienti avessero quel di più per pareggiare la loro condizione sociale. Questo concetto di parità sociale sembra essere stato accettato sulla carta ed è, allo stato attuale, un diritto di ognuno. Bisognerebbe però riflettere anche sulla questione seguente: se effettivamente, nella realtà della vita quotidiana, c’è uno sforzo concreto da parte di tutti, governanti e non, di poter mettere in condizione tutte le persone di poter gioire e godere della propria esistenza, di poter essere liberi di mantenere dignitosamente la propria vita ed utilizzare le proprie capacità e potenzialità psichiche e fisiche per migliorare davvero la società soprattutto sotto il punto di vista umano. Se questo non è avvenuto negli utlimi 3000 anni di storia umana (ma forse non c’è mai stato un modello di società che potesse senza alcun dubbio definirsi umano a 360 gradi), e se la situazione è andata via via sempre peggiorando negli ultimi tempi e soprattutto non accenna a migliorare, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona correttamente nelle componenti della nostra società. Potrebbe voler dire che allora le ricerche intellettuali e scientifiche da sole non bastano per rendere l’uomo veramente Uomo, in grado di dominare se stesso e i propri istinti più dannosi. Personalmente sono d’accordo con coloro che dicono che ognuno ha i propri difetti e limiti e che bisogna imparare ad accettarli serenamente per conviverci. Ma il passo successivo dovrebbe essere quello di capire profondamente come migliorare i propri difetti e superare i propri limiti. Altrimenti, di fronte ad una sincera richiesta di maggior giustizia ed umanità, anche il più carnefice tra i governanti potrebbe giustamente ribattere che lo smodato arricchimento personale, la violenza e la guerra sono suoi difetti con i quali sta imparando a convivere. Ma allora l’umanità può davvero essere in grado di migliorare la propria condizione basandosi esclusivamente su ricerca empirica e indagini pragmatiche della realtà? Può l’umanità migliorare se stessa solamente attraverso uno sviluppo tecnologico, intellettuale ed economico? Ma la domanda che più mi tormenta è: qual’è l’utilità di tutto questo progresso se la maggior parte dell’umanità non può goderne? Allora non sarebbe forse necessario fare un piccolo passo indietro e cominciare ad indagare se stessi e la propria esistenza in maniera corretta? Chiedersi quantomeno come poter far nascere quel sentimento interiore attraverso il quale si può intendere l’umanità come “famiglia” “unica” e “indivisibile”, dove la scienza e il progresso possono essere a benficio di tutti!!!
La scienza denominata “Tantra” è appunto un insieme di pratiche volte esclusivamente alla trasformazione positiva e naturale dell’essere umano. Tantra vuol dire “liberazione dai legami” ed è un insieme di pratiche che servono appunto ad indagare la propria natura di esseri umani. Tra queste pratiche sono incluse la meditazione e lo yoga, un corretto stile alimentare, e altri piccoli consigli sulle abitudini di vita che davvero possono cambiare le nostre condizioni individuali. Ognuno potrebbe diventare il più grande esperto di se stesso perchè con la pratica costante di esercizi fisici e mentali si aquisisce inevitabilmente padronanza sul proprio corpo e sulla propria mente: l’inevitabile conseguenza sarebbe l’aumento esponenziale dell’autostima e della fiducia in se stessi. Migliorare il proprio stile di vita è il primo passo verso il successo. Nell’Ananda Marga viene insegnato e consigliato gratuitamente un metodo pratico a tutti coloro che hanno un profondo desiderio di cambiamento per migliorare se stessi. In effetti bisognerebbe considerare che migliorare la società equivale a migliorare ciò che la compone, cioè migliorare l’individuo. Il tantra non ha nulla a che vedere con pratiche sessuali o cose di questo genere. Certamente il sesso gioca un ruolo abbastanza importante nella vita di ognuno, ma non è lo scopo finale per il proprio miglioramento, ne tantomeno il mezzo. Lo strumento del miglioramento è l’indagine, e indagare vuol dire conoscersi, conoscersi vuol dire penetrare nelle parti più profonde della nostra mente. Per fare ciò uno degli strumenti più efficaci è la meditazione. Per questo il Tantra è spesso definito come una “scienza spirituale”, perchè pur non essendo una religione soddisfa il desiderio innato dell’uomo dell’espansione verso l’infinitamente grande. Un grande mistico indiano dice che quando le persone pregano Dio per soddisfare i propri piccoli desideri dicendo “dammi questo…, o dammi quello…” non c’è pratica spirituale. In quel momento le persone stanno dimenticando che l’entità divina è dentro di loro, che possono loro stesse diventare divini e vivere una vita dignitosa e piena di gioia condivisa con i propri vicini di casa, amici ecc. Perchè non bisognerebbe ragionare in questa direzione? Lo scopo del Tantra quindi è eliminare la pigrizia e la negatività mentale dell’individuo liberandolo da ogni limitazione per immergerlo nell’ Infinitamente grande
ispirato da “Discorsi sul Tantra” di Shrii Shrii Anandamurti
L’Ananda Marga è un movimento spirituale che ha come scopo il miglioramento della vita sia a livello fisico, mentale che spirituale e la condivisione del proprio miglioramento attraverso il servizio e l’aiuto alla società.
È una organizzazione internazionale con sede in oltre 160 paesi di tutti i continenti. Ha un programma molto vasto di attività che vanno dall’insegnamento dello Yoga e della meditazione alle attività di volontariato.
IL FONDATORE
Shrii Shrii Anandamurti
Shrii Shrii Anandamurti, guida spirituale e fondatore dell’Ananda Marga, conosciuto in tutto il mondo dai Suoi devoti come Baba, è vissuto in India nel secolo scorso. Nacque nel 1921 a Jamalpur, una piccola città del Bihar, con il nome di Arun Sarkar, in seguito cambiato dai genitori in Prabhat Ranjan Sarkar.
Fin dalla prima infanzia la Sua personalità trascendente e il potere mistico del Suo amore attirarono persone di tutte le età, guidandole sul sentiero della spiritualità. E pur conducendo una vita apparentemente normale, dapprima come bambino e studente, e poi come funzionario delle Ferrovie indiane a Jamalpur, insegnò a molte persone come raggiungere la verità e l'autorealizzazione attraverso la pratica del Tantra Yoga.
Adattando l'antica scienza intuizionale del Tantra Yoga alle esigenze dell’era moderna, Shrii Shrii Anandamurti ha sviluppato una filosofia spirituale e sociale omnicomprensiva, e un insieme sistematico di pratiche chiamato in sanscrito sadhana, per lo sviluppo totale dell'essere umano a livello fisico, mentale e spirituale.